Casella di testo:





A PASSO D’ASINO 
Passeggiate sull’ argine del Fiume Brenta













	Didattica storica su :
	-Cura dell’ Asino 
	-Storia sull’ Antica Strada del Giglio
	-Flora spontanea 
Punti di passaggio di Sant’ Antonio 

Sabato pomeriggio e Domenica 
INIZIATIVA APERTA A TUTTI 

€ 5,00 a persona per escursione di mezza giornata

 



Per prenotazione e info Tel. +39 368 295990 


SAGGI STORICI DELL’ ANTICA STRADA DEL GIGLIO IN PADOVA
La via del Giglio inizia da piazza San Bellino e dopo il superamento di due rotonde stradali costruite recentemente agli incroci della nuova via Strazzabosco e Vivarini si collega con il sottopasso ferroviario verso Altichiero.
La via a prevalente senso unico consente una continuità con una pista ciclopedonale che raggiunge la Brenta, ove un tempo esisteva un porto e ponte fluviale che collegava la zona di Altichiero con Vigodarzere-da Vicus arzere (villaggio sull’argine).
Storicamente è noto il breve romitaggio di frate Antonio in Camposampiero ospite del Conte Tiso VI° amico del Santo, il quale fece costruire una cella di stuoie all’interno di un gigantesco noce esistente nel folto bosco vicino.
Il sito, divenuto successivamente oratorio del noce, serviva al Santo già ammalato e stanco, per istruire la gente del luogo con le sue continue prediche (vedere dipinto di Girolamo Tessari in Camposampiero). Il noce serviva inoltre per praticare la contemplazione del creato, evitando il caldo afoso dell’estate e l’attrazione di fulmini dovuta alla forma globosa della chioma. L’effetto del noce parafulmine è stato scoperto dal fisico Faraday solo alla metà del 1800.
Il ritorno in Padova verso la dimora conventuale della città avvenne il 13 giugno 1231 su un carro trainato da buoi percorrendo la strada ex Aurelia che collegava Padova con Asolo passando per Campus Sancti Petri (Camposampiero). Giunto nei sobborghi di Padova nord, in Altichiero-Arcella, il Frate morente fù ospitato da una comunità religiosa che viveva in prossimità di un piccolo altare-Ara-Celli (piccola cella) posto al centro del cardo massimo citato sul quale i romani raccoglievano offerte e ardevano profumi alle divinità pagane.
Fra Antonio spirò nella stessa notte del 13 giugno in una cella tuttora conservata all’interno del Santuario di Sant’Antonin (XIX° secolo) assistito dai suoi confratelli il Beato Luca Belludi e Fra’ Ruggero.
Per ricordare questo luttuoso avvenimento venne eretto al centro dell’attuale via Tiziano Aspetti, di fronte al santuario dell’Arcella un capitello, all’interno del quale è stata collocata una benedicente statua di Sant’Antonio con il Bambino Gesù, statua restaurata dalla famiglia Paccagnella in quanto rovinata dal bombardamento del 16.12.1943.
 Nel 1957 per favorire il traffico nella via Tiziano Aspetti verso l’incrocio della Castagnata (Comune di Cadoneghe) il venerato capitello è stato spostato all’inizio di via Marco Zoppo; punto geografico considerato dalla popolazione locale antica strada del Giglio. Nei secoli successivi alla morte del Santo il borgo dell’Arcella è stato profondamente particellato e segregato a seguito della costruzione delle ferrovie Padova-Venezia e Padova-Camposampiero con la conseguente radicale modifica del sistema viario interno, investito più volte dai tram a trazione animale ed elettrica ed al transito degli automezzi su gomma.
La devastazione più grave del territorio è avvenuta nella zona Altichiero-Arcella a seguito dell’estrazione dell’argilla in vaste cave ricavate dalla fornace Morandi nelle adiacenze dello stabilimento esistente a Pontevigodarzere.
Fortunatamente la parte centrale della “strada”, l’attuale via del Giglio, è stata mantenuta data la presenza di una estesa coltivazione di Gigli bianchi realizzata dalla Famiglia Rampazzo nella loro casa madre, distrutta dal bombardamento aereo del 16.12.1943.
Nelle aree abbandonate è stato realizzato il Parco Morandi e nelle ultime aree incolte esistenti in via del Giglio il Comitato per il parco  intende partecipare attivamente alla realizzazione del “Parco naturale del Giglio.
Quando i fedeli padovani si accorsero che la pianta millenaria del Giglio bianco (lilium candidum l.)  ha una fioritura di circa 13 giorni coincidente con la tredicina per Sant’ Antonio , dedicarono al Santo la strada del giglio all’ Arcella. Il percorso della strada , nel catasto austriaco , risultava molto piu’ estesa dell’ attuale ridotta via del giglio .
Sapendo poi che il Giglio bianco in italia non produce semi ? , attribuirono al Santo anche le virtu della purezza e della verginità oltre ad evocare innocenza e per il suo inconfondibile candore anche maestà. La moltiplicazione del Giglio bianco , pianta perenne medicinale usata come cicatrizzante da millenni , avviene attraverso 40—50 bulbi sotterranei di facile coltivazione conoscita e praticata in tutto il Paese. 
La stessa pianta del Noce ( jugland regia) ove il Santo predicò il germoglia mento avviene ai primi di giugno e fiorisce nella stessa tredicina , per cui , in Camposampiedo si conserva come fenomeno miracolistico il Noce di Sant’ Antonio . In alcune piante esistenti vicino al Santuario del Noce la pianta del Noce di Sant’ Antoio si riconosce dalle foglie imparipennate non superiori a 5 foglioline (2+2+1).
Una vasta superfice del Parco merita di essere rimboscata con le nogarette del Noce di Sant’ Antonio allo scopo di introdurre negli Orti della Pace la pianta preferita del Santo è quindi riprendere antiche tradizioni religiose e civili rappresentate dall’ ascolto della Parola del Signore nel Sacello dedicato al Santo e per conservazione delle piante autoctone.












Azienda Agricola “ Al Giglio “ di Rampazzo Franco 
FATTORIA DIDATTICA 
Via Fornace Morandi 25/A 
35134 PADOVA

	Tel. +39 368 295990 
	e-mail : fattoriadidatticarampazzo@gmail.com  
	Internet Service : www.algiglio.com -  www.parconaturaledelgiglio.it

Azienda Agricola “ Al Giglio “

di Rampazzo Franco

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